domenica 4 maggio 2008

Long May You Surf


Abbiamo saputo da una mail di Bruno prima e dal Messaggero poi della morte di Woody "Spider" Brown.

Questo l'articolo del Messaggero.
HONOLULU (3 maggio) - Con la sua tavola da surf aveva affrontato l'Oceano. Woody Brown, pioniere delle grandi onde considerato anche l'inventore del moderno catamarano, è morto alle Hawaii all'età di 96 anni. «Woody fu uno dei primi al mondo a cavalcare le grandi onde delle Hawaii», ha detto David Brown, un cineasta che nel 1999 e nel 2006 ha girato due documentari su di lui, l'ultimo intitolato "Of Wind and Waves". «Ho sempre voluto sfidare la morte. Mi eccitava arrivarci il più vicino possibile e poi sfuggirle di mano», aveva confessato lo stesso Woody nel filmato.

Soprannominato "Spider" per la posizione che assumeva in piedi sulla tavola, Woody Brown fu uno dei tre surfisti fotografati nel 1953 sulla cresta di una gigantesca onda a Makaha. L'immagine all'epoca fece il giro del mondo e fu la scintilla che provocò una migrazione di surfisti alle Hawaii.

Woody Brown era nato a New York in una famiglia di banchieri di Wall Street e aveva abbandonato da teen-ager la strada privilegiata che la sua posizione familiare gli avrebbe riservato: aveva abbandonato il liceo a a 16 anni per inseguire il sogno di diventare pilota. Vegetariano, pacifista, obiettore di coscienza negli anni Trenta, in California Brown volava su alianti e cominciò a fare surf sulle tavole di legno da lui costruite. Nel 1936 aveva stabilito un record di volo a vela. Traumatizzato dalla morte di parto della moglie, aveva dato il figlio neonato in adozione per trasferirsi poi alle Hawaii: degli anni Quaranta la costruzione del primo catamarano, ispirato dalle canoe a due scafi che aveva visto nel Pacifico Meridionale durante la Seconda Guerra Mondiale.
Qui la pagina di "Of Winds and Waves" e qui quella di "Legendary Surfers".



Due cose buone e poi in edicola


Prima cosa buona
Abbiamo scoperto di avere sotto casa un distributore di latte crudo [un agricoltore di queste parti ne è diventato paladino prima e re poi] e così adesso facciamo colazione e besciamelle col latte di vera mucca e non c'è paragone. Non fate gli invidiosi, magari ne avete uno vicino casa anche voi...

Seconda cosa buona
Vivevo in campagna, quindi di natura ne avevo quanta volevo e non ci ero mai stato. Però, adesso che stiamo in città, io e Valentina siamo stati al Parco ed è bellissimo! E' molto, molto grande e molto, molto ben tenuto. Ci sono alberi di vero legno e cani grandi come orsi. Abbiamo fatto un pic-nic sotto una quercia gigantesca e poi siamo rimasti lì sotto a leggere, io Harry Potter e lei King ed è stato molto bello. Ci siamo anche sentiti molto cosmopoliti... faceva tanto "pomeriggio a Central Park".

In Edicola
Oggi ho letto due articoli che mi sono piaciuti e - se volete - ve li potete leggere pure voi, perché si trovano in rete.

Così ho smontato la trappola di Santoro di Vittorio Sgarbi. Sgarbi mi è sempre piaciuto, Grillo se continuava a fare il comico era meglio per tutti, Travaglio ha la fisiognomica di chi appartiene ai Serpeverde e Santoro dovrebbero bandirlo dall'ordine. Sono sicuro che è un MangiaMorte...

Democrazia sotto ricatto di Sergio Romano. Romano è il tipo d'uomo di cui questo sgangherato paese avrebbe bisogno. Non ricordo un suo scritto col quale mi sia trovato in disaccordo. Quando scrive queste cose, poi, mi piace ancora di più...




Scuola Pitagorica

  • Venera, se vuoi, gli Dei immortali, secondo le leggi, ma tieni fede al Tuo Giuramento.
  • Onora gli Eroi ed offri ai Demoni sotteranei, secondo il Rito.
  • Onora i genitori e chi a te sia più vicino.
  • Sii amico di chi per virtù è migliore, imitandolo nel parlare calmo e nelle azioni utili. Non adirarti con lui per cose di poco conto e ciò sino a che tu lo puoi, ché presso il Potere vige la Necessità.
  • Sappi queste cose e vinci stomaco, sonno, sesso e collera.
  • Non fare cose turpi né con altri, né con te stesso.
  • Sii giusto con le parole e le azioni.
  • Abituati ad agire in ogni cosa, dopo aver riflettuto.
  • Ricordati ch'è destino per tutti e tutto di morire.
  • Sopporta la tua parte di mali che per sorte ti tocchi, con calma e senz'ira, ma cerca - per quanto è nelle tue possibilità - di alleviarli.
  • Opponiti a tutto ciò ch'è falso, ma con calma.
  • Fai in modo che nessuno - con parole od atti - ti porti a dire o a fare cose che a te non confacciano.
  • Rifletti prima di agire, affinché dal tuo agire non scaturiscano dannose conseguenze.
  • Fai sempre cose di cui tu non abbia a pentirti, evitando, di fare o dire sciocchezze.
  • Sappi sempre ciò che ti è veramente necessario. Questo è il segreto di una vita felice.
  • Fissa con cura, al mattino, il programma della tua giornata ed a sera, ancor stanco, non addormentarti prima d'avere criticamente esaminato il tuo operato: cosa hai fatto e cosa hai omesso di quel che avrebbe dovuto essere fatto.
  • Conosci così, reso forte da questa tua azione, l'essenza degli Dei immortali e degli uomini mortali.
  • Sappi come ogni cosa si svolga e come poi giunga al suo termine.
  • Sappi come sia la Legge uguale in tutte le cose: nulla ti sia celato e conoscendo il reale valore di tutto, allontana i desideri vani.
  • Sappi che gli uomini soffrono mali da essi stessi scelti: sono infelici che - pur avendolo vicino - non vedono e non intendono ciò che per loro sarebbe bene.
  • Sappi che pochi conoscono il segreto per liberarsi dai mali; a tal segno il destino offusca le loro menti. Una cattiva loro congenita compagna, una inconscia irosità li conduce alla rovina.
  • Non dare motivo di esca a tale irosità, né devi resistere ad essa, ma devi assolutamente evitarla.
  • Se gli Dei rivelassero agli uomini quale sia il loro vero demone, essi si libererebbero certamente da tutti i mali.
  • Confida nella tua Opera, perché divina è la razza di quei mortali nei quali parla, manifestandosi, la sacra natura. Se in te vi è qualche cosa di quella razza, riuscirai e avendo risanato la tua anima, da quei mali la libererai.
  • Sii tutto ciò ch'è vero.


sabato 3 maggio 2008

Tutto quanto in me resta muto


"Se possiamo considerare come un fatto assolutamente certo e senza eccezioni che ogni essere vivente muore [ritorna allo stato inorganico] per motivi 'interni', allora possiamo dire che 'la meta di tutto ciò che è vivo è la morte' e, considerando le cose a ritroso, che 'gli esseri privi di vita sono esistiti prima di quelli viventi'.

Ho appena comprato Nietzsche, nel quale spero di trovar le parole per tutto quanto in me resta muto.
"

Sigmund Freud
[Frammenti d'un doppio monologo
epistolare con Sergio Fava]


Tutto per tutti


"Se devo fare l'inizio della Quarta di Brahms, con quel suono in levare, che nasce dal nulla, non dormo sei mesi.

Poi vedo in televisione uno che lo fa con un gesto qualsiasi
, senza porsi il minimo problema interpretativo. Eppure il pubblico nemmeno se ne accorge: ormai tutto va bene per tutti."

Carlos Kleiber
[Frammenti d'un doppio monologo
epistolare con Sergio Fava]


Voces paginarum


"Nel MedioEvo, come nell'antichità, a differenza di oggi, si legge abitualmente non tanto con gli occhi, ma con le labbra e con le orecchie, pronunciando cioè la parola, esprimendola ed ascoltando quel che si pronuncia, intendendo così le 'voces paginarum'. In questo modo la lettura è una vera audizione: leggere significa nello stesso tempo 'audire'."

Marie-Dominique Chenu
[Frammenti d'un doppio monologo
epistolare con Sergio Fava]


Il canto che ti nacque


"... e tu impara a scordarlo,

il canto che ti nacque; e che si perde.
Vero canto è un altro alito che tende
a nulla. Uno spirare nel Dio. Un vento.

Solo nel duplice regno
le voci si fanno
miti ed eterne.

Ogni spazio felice che percorriamo attoniti
è figlio del distacco. E, dacché si sente alloro,
Dafne mutata vuole che tu in vento muti.
"

Rainer Maria Rilke
[Frammenti d'un doppio monologo
epistolare con Sergio Fava]


Prima del di lei nascimento


"Di qui si conferma quel mio principio che la sommità della sapienza consiste nel conoscere la sua propria inutilità e come gli uomini sarebbero già sapientissimi s'ella mai non fosse nata: e la maggiore utilità, o per lo meno il suo primo e proprio scopo, nel ricondurre l'intelletto umano [s'è possibile] appresso a quello stato in cui era prima del di lei nascimento."

Giacomo Leopardi
[Frammenti d'un doppio monologo
epistolare con Sergio Fava]


A proprio agio


"Se penso per me solo, senza voler scrivere un libro, mi metto a saltellare intorno al tema; è l'unico modo di pensare che mi venga naturale. È un tormento per me pensare a lungo in una direzione forzosa. A questo punto devo proprio tentarlo? Io spreco indicibili fatiche per dare ai miei pensieri un ordine che forse non ha il benché minimo valore.

Il linguaggio della filosofia è un linguaggio già deformato come da scarpe troppo strette.

Il libro vuole, dunque, tracciare al pensiero un limite, o piuttosto - non al pensiero, ma all'espressione dei pensieri. Perché, per tracciare un limite al pensiero
, noi dovremmo poter pensare ambo i dati di questo limite [dovremmo dunque poter pensare ciò che pensare non si può].

L'uomo ha l'impulso ad avventarsi contro i limiti del linguaggio. [...] questo avventarsi contro i limiti del linguaggio è l'etica.

Se un uomo potesse scrivere un libro di etica che fosse veramente un libro di etica, questo libro distruggerebbe, con una esplosione, tutti gli altri libri del mondo.

In filosofia si deve scendere nell'antico caos e ivi sentirsi a proprio agio.
"

Ludwig Wittgenstein
[Frammenti d'un doppio monologo
epistolare con Sergio Fava]


Nella motilità


"I sentimenti non sono nulla, le idee nemmeno, tutto è nella motilità, ma, come per il resto, l'umanità non ne ha afferrato che un simulacro.

È dell'albero corpo,
ma volontà pura che noi eravamo,
hanno fatto questo alambicco da merda,
questo fusto di distillazione fecale,
causa di peste, di malattie,
e di quella parte di debolezza ibrida,
di tara congenita
che caratterizza l'uomo nato.
Un tempo l'uomo era virulento,
altro non era che nervi elettrici,
fiamme d'un fosforo continuamente acceso [...]
"

Antonin Artaud
[Frammenti d'un doppio monologo
epistolare con Sergio Fava]


Con maggior precisione


"Ciò che faccio è forse privo di verità, ma questo riesce ad evocare la realtà con maggior precisione."

Vincent Van Gogh
[Frammenti d'un doppio monologo
epistolare con Sergio Fava]


Veduta d'insieme


"La mia veduta d'insieme.

Prima proposizione: l'uomo in quanto genere non progredisce.
Si raggiungono, sì, dei tipi superiori, ma non si conservano. Il livello della specie non si eleva.

Seconda proposizione: l'uomo come genere non rappresenta un progresso rispetto a qualsiasi altro animale.
Gli interi regni animale e vegetale non si sviluppano procedendo dal più basso al più alto [...] ma tutto si sviluppa contemporaneamente, una cosa oltre l'altra. Le forme più ricche e più complesse - poiché le parole tipo 'superiore' non dicono nulla di più - periscono con maggiore facilità: solo le infime conservano una apparente immortalità. I tipi superiori si ottengono di rado e si mantengono al vertice a stento: i più bassi hanno il vantaggio di una compromettente fecondità. Anche nell'umanità periscono più facilmente, con alterne vicende, i tipi superiori, i casi felici dell'evoluzione. Questi sono esposti ad ogni sorta di decadence: sono i casi estremi e perciò sono già quasi decadents [...].

Terza proposizione: l'addomesticamento [la 'cultura'] dell'uomo non arriva a grandi profondità [...]
Là dove penetra in profondità, ecco subito la degenerazione [tipo il cristiano]. L'uomo 'selvaggio' [o, per esprimermi nel linguaggio della morale, l'uomo cattivo] è un ritorno alla natura e, in un certo senso, un ripristino dell'uomo, la sua guarigione dalla 'cultura' [...]
"

Friedrich Nietzsche
[Frammenti d'un doppio monologo
epistolare con Sergio Fava]


Dono meraviglioso


"Solo gli artisti potenti potranno capire questo strano discorso, che io parlo il vero: uno può disegnare qualcosa con la sua penna su mezzo foglio di carta in un giorno o tagliare un pezzetto di legno con il suo coltello e si rivela qualcosa di migliore e di più artistico della grande opera di un altro che vi ha prodigato la massima diligenza per un anno.

E questo dono è meraviglioso.

Dio infatti spesso dà la capacità di apprendere e l'attitudine a fare qualcosa di buono ad un uomo di cui non trova l'eguale nella sua epoca, né per molto tempo prima, né in quella immediatamente seguente
."

Albrecht Dürer
[Frammenti d'un doppio monologo
epistolare con Sergio Fava]


venerdì 2 maggio 2008

Non c'è, vi ho detto


"Non c'è, vi ho detto, Altro dell'Altro.
Non c'è nell'Altro alcun significante che possa eventualmente rispondere di quel che sono. E per ridire le cose in modo diverso, la verità senza speranza di cui parlavo all'inizio, quella che incontriamo a livello dell'inconscio, è una verità senza volto, una verità chiusa, che può essere piegata in ogni senso. Lo sappiamo anche troppo, è verità senza verità."

Jacques Lacan
[Frammenti d'un doppio monologo
epistolare con Sergio Fava]